Presentazione

La “Tenda Contro la Crisi” è un progetto realizzato dalla Rete Territoriale Cinecittà Bene Comune

Cos’è la Tenda contro la Crisi?

Un luogo di resistenza

Un momento di incontro e di organizzazione tra le varie vertenze sul lavoro, contro i licenziamenti esistenti nel nostro terrtiorio. Inoltre organizzeremo, insieme ad esperti e ai protagonisti delle lotte, incontri pubblici per approfondire le questioni che opprimono il mondo del lavoro.

Un’azione di solidarietà
E un’azione di mutuo soccorso rivolta ai disoccupati , ai precari e verso tutti coloro che subiscono l’esclusione sociale e non arrivano alla fine del mese.

Uno spazio partecipato di progettazione
Per elaborare un programma che diffenda il lavoro e i beni comuni, che rivendichi un servizio pubblico efficace, trasparente e partecipato contro le privatizzazioni. Un luogo per costruire da subito unargine all’impoverimento crescente e alla mancanza di tutele e garanzie per le persone socialmente più deboli.

Da oggi anche una mensa sociale gratuita con distribuzione di pacchi e pasti caldi, uno sportello diritti su casa, lavoro, debiti e un ambulatorio medico gratuito per sostenere chi non ha lavoro o lo ha perso , tutti coloro che non arrivano alla fine del mese.

Costruiamo un piano di rilancio per l’economia locale

Con la “Tenda Contro la Crisi”, il problema che Cinecittà Bene Comune vuole mettere a fuoco è quello della crisi economica e della riconversione ecologica dei siti produttivi esistenti nel territorio. La Tenda è un primo momento di raccordo e visibilità delle lotte che in maniera programmatica vogliamo svolgere all’interno del nostro territorio, per far fronte alla crisi economica e del lavoro.

L’obiettivo è quello di costruire una piattaforma rivendicativa di sostegno e di condivisione alle varie vertenze che sappia arrivare alla stesura di un contro piano locale per lo sviluppo sostenibile. In particolare Cinecittà Bene Comune individua nella ricerca, nella conoscenza , nella riconversione ecologica e nella cultura e nei servi sociali gli assi portanti per un piano di rilancio dell’economia che sappia creare nuova occupazione. Vanno valorzzati i siti produttivi che hanno a che fare con tali contenuti, in primis l’Università di Tor Vergata e il Policlinico e tutte le attività di ricerca come l’Istat e il CNR. E’ necessario rilanciare il ruolo della produzione culturale degli Studios di Cinecittà , il Centro Sperimentale di Cinematografia , l’Istituto Luce e tutte le sale cinematografiche in questo momento in agitazione per la salvaguardia della cultura e del posto di lavoro.

Non ci sfuggono in questo le miriadi di realtà culturali esistenti sul territorio, come i luoghi dell’autogestione o le biblioteche comunali o le stesse scuole, ma anche il riutilizzo del patrimonio pubblico e privato dismesso che rappresenterebbe una risorsa in termini occupazionali. La valorizzazione dei parchi pubblici, e in particolare del pratone di torre spaccata, del parco degli Acquedotti e di quello di 100 Celle, racchiude la possibilità di rilanciare l’economia e le attività di carattere ambientale attraverso la creazione di posti di lavoro in funzione delle grandi potenzialità del turismo di qualità.

E ancora la tutela del terzo settore come realtà in grado di rispondere alle esigenze e ai nuovi bisogni sempre crescenti dei cittadini che abitano e vivono il nostro Municipio,anche attraverso la possibilità di realizzare nuovi servizi in grado di restituire una migliore qualità della vita e benessere. Sostenere inoltre i progetti e le sperimentazioni che hanno bisogno di essere rilanciate come i mercatini contadini a km 0, la fabbrica dei sogni, i gruppi di acquisto , la gestione di alcuni progetti di riconversione ecologica sul tema delle energie rinnovabili e del riciclaggio dei rifiuti.

Nel fare questo vogliamo ridistribuire ricchezza, proteggere il territorio e i siti produttivi di pregio sottraendoli alla mala gestione dei privati e alle logiche della finanza. Sostenere un piano di salvataggio del commercio di prossimità, strangolato dal fisco asfissiante e da regole che favoriscono l’apertura di centri commerciali. Cominciare a ripensare ad una nuova gestione, democratica e partecipata, praticando la democrazia dei beni comuni e quindi attaccando gli interessi privati e il profitto. Abbiamo il compito di contrastare la politica delle grandi opere a cominciare dal raccordo bis, il raddoppio della linea ferroviaria Roma-Cassino, la centralità di Romanina , la realizzazione del Piano Urbano Parcheggi(PUP), la mega opera della Città dello Sport, l’apertura di nuovi centri commerciali.

Abbiamo notato come la politica delle grandi opere abbia massacrato i lavoratori rendendoli precari e abbassando i salari. Ogni vertenza contro i licenziamenti spesso nasconde un piano di speculazione, anche finanziaria, mentre oggi avremmo bisogno in ogni quartiere della città di una grande opera di manutenzione diffusa dei servizi pubblici attraverso la possibilità dei cittadini di intervenire nella gestione della cosa pubblica.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...