TENDA CONTRO LA CRISI A PIAZZA CINECITTA’

Costruiamo un piano di rilancio per l’economia locale

Cinecittà Bene Comune, nel corso di alcune riunioni che si sono svolte a settembre, ha individuato alcuni argomenti sui quali ha organizzato delle assemblee popolari di confronto e approfondimento con il coinvolgimento di esperti e delle realtà protagoniste delle lotte. Sono state realizzate 3 assemblee, la prima sui temi della sanità e dei servizi sociali del territorio con la partecipazione di molte realtà legate al policlinico Tor Vergata, la seconda sul tema della difesa della scuola e dell’istruzione pubblica e un’ultima assemblea sul diritto all’abitare. Al termine di questi incontri si è deciso di lanciare una tre giorni di mobilitazioni attraverso l’allestimento di una tenda permanente a Piazza di Cinecittà. Nella settimana che va dal 12 al 19 ottobre, settimana di mobilitazioni europea, il nostro territorio porterà il proprio contributo in termini di mobilitazione, di riflessione e di elaborazione nelle giornate del 15-16-17 ottobre.

Il grande tema che si vuole mettere a fuoco è quello della crisi economica e della riconversione ecologica dei siti produttivi esistenti nel territorio. La tenda contro la crisi vuole essere un primo momento di raccordo e visibilità delle lotte che in maniera programmatica vogliamo svolgere per far fronte alla crisi economica e del lavoro. L’obiettivo è quello di costruire una piattaforma rivendicativa di sostegno e di condivisione alle varie vertenze che sappia arrivare alla stesura di un contro piano locale per lo sviluppo sostenibile. In particolare Cinecittà Bene Comune individua nella ricerca, nella conoscenza , nella riconversione ecologica ,  nella cultura e nei servi sociali gli assi portanti per un piano di rilancio dell’economia che sappia creare nuova occupazione. Vanno valorizzati i siti produttivi che hanno a che fare con tali contenuti, in primis l’Università di Tor Vergata e il Policlinico e tutte le attività di ricerca come l’Istat e il CNR. E’ necessario rilanciare il ruolo della produzione culturale degli Studios di Cinecittà , il Centro Sperimentale di Cinematografia , l’Istituto Luce e tutte le sale cinematografiche in questo momento in agitazione per la salvaguardia della cultura e del posto di lavoro. Non ci sfuggono in questo le miriadi di realtà culturali esistenti sul territorio, come i luoghi dell’autogestione o le biblioteche comunali o le stesse scuole, ma anche il riutilizzo del patrimonio pubblico e privato dismesso che rappresenterebbe una risorsa in termini occupazionali. La valorizzazione dei parchi pubblici, e in particolare del pratone di Torre Spaccata, del parco degli Acquedotti e di quello di 100 Celle, racchiude la possibilità di rilanciare l’economia e le attività di carattere ambientale attraverso la creazione di posti di lavoro in funzione delle grandi potenzialità del turismo di qualità. E ancora la tutela del terzo settore come realtà in grado di rispondere alle esigenze e ai nuovi bisogni sempre crescenti dei cittadini che abitano e vivono il nostro Municipio,anche attraverso la possibilità di realizzare nuovi servizi in grado di restituire una migliore qualità della vita e benessere. Sostenere inoltre i progetti e le sperimentazioni che hanno bisogno di essere rilanciate come i mercatini contadini a km 0,le attività artigianali, i gruppi di acquisto , la gestione di alcuni progetti di riconversione ecologica sul tema delle energie rinnovabili e del riciclaggio dei rifiuti.Nel fare questo vogliamo ridistribuire ricchezza, proteggere il territorio e i siti produttivi di pregio sottraendoli alla mala gestione dei privati e alle logiche della finanza. Sostenere un piano di salvataggio del commercio di prossimità, strangolato dal fisco asfissiante e da regole che favoriscono l’apertura di centri commerciali. Cominciare a ripensare ad una nuova gestione, democratica e partecipata, praticando la democrazia dei beni comuni e quindi attaccando gli interessi privati e il profitto. Abbiamo il compito di contrastare la politica delle grandi opere a cominciare dal raccordo bis, il raddoppio della linea ferroviaria Roma-Cassino, la centralità di Romanina , la realizzazione del Piano Urbano Parcheggi (PUP), la mega opera della Città dello Sport, l’apertura di nuovi centri commerciali.

Abbiamo notato come la politica delle grandi opere abbia massacrato i lavoratori rendendoli precari e abbassando i salari. Ogni vertenza contro i licenziamenti spesso nasconde un piano di speculazione, anche finanziaria, mentre oggi avremmo bisogno in ogni quartiere della città di una grande opera di manutenzione diffusa dei servizi pubblici attraverso la possibilità dei cittadini di intervenire nella gestione della cosa pubblica.

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